CONTESTO
SOCIO – ECONOMICO, CULTURALE E FORMATIVO DELLA SCUOLA
L’Istituto
Comprensivo Superiore “D. Colao” di Vibo Valentia
opera in un territorio socialmente complesso, che rispecchia fedelmente le
problematiche legate alla realtà di tutto il territorio calabrese.
La Città di Vibo Valentia, capoluogo dell’omonima provincia, nella
quale ha sede l’Istituto D’Arte, nel corso
degli anni ha sviluppato alcuni importanti settori industriali e produttivi
quali: l’alimentare, il meccanico, il chimico, del cemento, delle ceramiche
e dell’agricoltura.
Il patrimonio storico e culturale
rappresenta un aspetto importante del territorio regionale e nazionale,
custodito nel Museo Archeologico statale nel castello Normanno-Svevo; esso
rappresenta un notevole polo di attrazione turistico ed è fonte di
consapevolezza storica e culturale per tutta la popolazione.
La provincia comprende anche il
territorio di Mileto, sede dell’ITC, importante centro della cultura
normanna calabrese, residenza preferita da Ruggero il Normanno, nonché sede
Vescovile.
Le risorse economiche di
cui gode sono prevalentemente agricole e basate in minima parte sul
turismo. Da un primo esame del territorio è possibile comprendere le
condizioni socio – ambientali del territorio. La popolazione è in gran parte
costituita da gente umile, operosa, intelligente e generosa, ancora legata
a sani principi e valori morali.
Tuttavia, nonostante le immense
risorse “umane”, “ ambientali” e “ naturali” che essa possiede, non
sempre riesce a sfruttarle adeguatamente. Le cause di questo fenomeno sono
molto simili ai problemi sociali che emergono in tutto il Mezzogiorno,
caratterizzati da profonda disgregazione e da problematiche economiche
secolari. Così, accanto ai processi innovativi e di benessere diffuso si
nascondono e coesistono quelli degenerativi, che si accompagnano e si
intrecciano a diverse forme di corruzione; una realtà che rischia di
inquinare le mentalità delle giovani generazioni.
Questi ultimi fattori
incidono direttamente sui nostri giovani, i quali si sentono plasmati
dall’ambiente e dalla società in cui vivono.
Essi costituiscono il riflesso di
un modo di essere o di agire all’interno di una rete di interrelazioni che
vengono generalmente definite come la “cultura” di un individuo o di un
gruppo sociale. Occorre, ora, soffermarsi sulle devianze giovanili, sulla
criminalità minorile che caratterizzano molte aree depresse del nostro
territorio. Le condizioni ambientali sfavorevoli, infatti, hanno una marcata
incidenza nella genesi della socialità e nella incapacità di adattamento dei
minori. Da ciò emerge che nel mezzogiorno gli abbandoni scolastici sono
sensibilmente superiori rispetto alla media nazionale. La mancata frequenza
scolastica preclude al giovane la possibilità di ricevere oltre che una
formazione culturale, anche un’educazione morale, civica, che fornisce la
base per la
crescita umana. La scuola
rappresenta la prima prova dell’adattabilità e capacità di socializzazione
degli individui ed è ancora nella scuola che si apprendono quelle regole di
vita civile, la cui conoscenza permette di valutare sul piano etico il
comportamento di ciascuno, evitando di infrangere quelle che sono le norme
di una sana convivenza civile.
È necessario, pertanto, che
l’azione didattica di ciascun docente tenda conto del contesto
socio-ambientale in cui opera, al fine di contribuire alla sana ed
equilibrata crescita dei giovani.
Il primo strumento che la
scuola deve fornire a ciascun allievo è la capacità critica di lettura della
propria realtà, al fine di rendere ciascuna persona capace di scelte
personali mature e responsabili.
Ogni ragazzo è chiamato a
trasformare la realtà in cui vive con il suo stile di vita.
La scuola, giacché
possiede gli strumenti culturali per spiegare certe problematiche ancor più
che la famiglia, ha il compito di aiutare gli allievi a costruirsi una
personalità, un carattere forte e una capacità critica e di giudizio.